I libri sul comò di dicembre

Il 13 dicembre 2017 è l’ultimo appuntamento dell’anno col Gruppo di lettura “Un mercoledì da lettori”.
In questa occasione parleremo del libro del mese: “Tre piani” di Eshkol Nevo (Neri Pozza, 2017)

In Israele, nei pressi di Tel Aviv, si erge una tranquilla palazzina borghese di tre piani. Il parcheggio è ordinatissimo, le piante perfettamente potate all’ingresso e il citofono appena rinnovato. Dagli appartamenti non provengono musiche ad alto volume, né voci di alterchi. La quiete regna sovrana. Eppure, dietro quelle porte blindate, la vita non è affatto dello stesso tenore. Sorto da una brillante idea narrativa: descrivere la vita di tre famiglie sulla base delle tre diverse istanze freudiane – Es, Io, Super-io – della personalità, Tre piani si inoltra nel cuore delle relazioni umane: dal bisogno di amore al tradimento; dal sospetto alla paura di lasciarsi andare. E, come nella Simmetria dei desideri, l’opera che ha consacrato sulla scena letteraria internazionale il talento di Eshkol Nevo, dona al lettore personaggi umani e profondi, sempre pronti, nonostante i colpi inferti dalla vita, a rialzarsi per riprendere a lottare.

Il libro dell’israeliano Nevo ha avuto la meglio tra altri titoli ugualmente validi e proprio per questo motivo ve li consigliamo. Ecco i libri sul comò:

Jade Chang, La famiglia Wang contro il resto del mondo, Ponte alle Grazie 2017

Charles Wang è emigrato da Taiwan in America tanti anni fa, e si è costruito un impero nell’industria dei cosmetici. Ma ora ha perso tutto: ha rischiato investimenti azzardati, senza sapere che si stava avvicinando una delle più grandi crisi economiche della storia, quella del 2008. Ha perso fabbriche, negozi, case, macchine. Ma Charles Wang ha un piano. Tornerà in Cina, dove non è mai stato, e recupererà le terre della sua famiglia, confiscate al tempo della rivoluzione. Prima, deve solo attraversare gli Stati Uniti per radunare i suoi americanissimi figli, raccogliere lungo la strada i due minori, una studentessa di liceo appassionata di moda e uno studente universitario che sogna di diventare un attore comico, e arrivare a New York dalla figlia maggiore, artista di successo in crisi sia lavorativa sia sentimentale. L’esordio di Jade Chang è uno scoppiettante romanzo on the road, al tempo stesso una saga familiare e un viaggio alla ricerca delle radici. Non solo della famiglia Wang, ma anche dell’America che i Wang hanno conquistato e contribuito a costruire e che deve a sua volta riscoprire la propria identità nel subbuglio seguito alla crisi economica. Divertente, dissacrante e allo stesso tempo capace di commuovere, questo libro è un ventata di freschissima aria cinese nell’epica americana.

Marilynne Robinson, Le cure domestiche, Einaudi 2016

Quando le acque gelide del lago di Fingerbone si chiudono su un’altra anima, in città a occuparsi di Ruth e Lucille, le due bambine rimaste orfane, torna la giovane zia Sylvie. Sylvie indossa abitini leggeri sotto il cappotto informe, ama la luce e gli spazi aperti e viaggia per l’America sui treni merci. Sa che il miglior antidoto alla perdita è non avere e crede che la casa sia piú un luogo dell’anima che di regole e mattoni. Ruth e Lucille non hanno mai visto Fingerbone, la cittadina del Midwest che ha dato i natali alla loro mamma Helen, né le acque fonde e cupe del lago intorno a cui sorge. Ma quel lago, che in passato è stato teatro di un tragico e spettacolare disastro ferroviario, divenendo luogo di eterno riposo per molti abitanti della zona, pretende un grande tributo dalle loro giovani vite. Lo esige il giorno in cui Helen decide di riconsegnare le bambine alle loro origini e, dopo aver affrontato il lungo viaggio da Seattle, le deposita sul portico della casa avita con un pacco di biscotti da sgranocchiare per ingannare l’attesa; quindi, senza una parola di commiato né una riga di spiegazioni, risale in macchina e va a gettarsi nel lago. Con questo romanzo poetico e potentissimo Marilynne Robinson, quasi venticinque anni prima di Gilead, entrava magistralmente nel mondo delle grandi lettere, oltre che nella mente e nel cuore dei lettori, per non abbandonarli più.

 

David Foster Wallace, Una cosa divertente che non farò mai più, Minimum Fax 2010

Un capolavoro di comicità e virtuosismo stilistico con cui i lettori italiani hanno conosciuto il genio letterario di David Foster Wallace. Commissionatogli inizialmente come articolo per la prestigiosa rivista Harper’s, questo reportage narrativo da una crociera extralusso ai Caraibi – iniziato sulla stessa nave che lo ospitava e cresciuto a dismisura dopo innumerevoli revisioni – è ormai diventato un classico dell’umorismo postmoderno e al tempo stesso una satira spietata sull’opulenza e il divertimento di massa della società americana contemporanea.

Trame tratte da http://www.ibs.it

Buona lettura!

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I libri sul comò

Riprendiamo dopo tanto tempo la vecchia e buona abitudine di suggerirvi i libri proposti dai componenti del gruppo di lettura; quei libri che non sono diventati il libro del mese ma che teniamo sul comò perché stiamo leggendo o stiamo per leggere.

Simone de Beauvoir, Il secondo sesso, Il saggiatore, 2016

Con “Il secondo sesso”, Simone de Beauvoir affranca la donna dallo status di minore che la obbliga a essere l’Altro dall’uomo, senza avere a sua volta il diritto né l’opportunità di costruirsi come Altra. Con veemenza da polemista di razza, Simone de Beauvoir passa in rassegna i ruoli attribuiti dal pensiero maschile alla donna – sposa, madre, prostituta, vecchia – e i relativi attributi – narcisista, innamorata, mistica. Approda, nella parte conclusiva, dal taglio propositivo, alla femme indépendante, che non si accontenta di aver ricevuto una tessera elettorale e qualche libertà di costume, ma che attraverso il lavoro, l’indipendenza economica e la possibilità di autorealizzazione che ne deriva – sino alla liberazione del suo peculiare “genio artistico”, zittito dalla Storia – riuscirà a chiudere l’eterno ciclo del vassallaggio e della subalternità al sesso maschile. L’avvenire, allora, sarà aperto. Con una determinazione prima sconosciuta e un linguaggio nuovo, che tesse il filo dell’argomentazione attraverso un’originale mescolanza di mito e letteratura, psicoanalisi e filosofia, antropologia e storia, Simone de Beauvoir sfida i cultori del gentil sesso criticando le leggi repressive in materia di contraccezione e aborto, il matrimonio borghese, l’alienazione sessuale, economica e politica. Provoca il pubblico conservatore, cerca il riconoscimento personale, rivendica la solidarietà collettiva. Prefazione di Julia Kristeva. Postfazione di Liliana Rampello.

 

William Burroughs, Pasto nudo, Adelphi 2006

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Libro di febbraio | L’impostore di Javier Cercas

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L’impostore, Javier Cercas, Guanda 2015

L’impostore è un romanzo vero, non di finzione. La finzione è quella che ha raccontato per tutta la sua vita il protagonista Enric Marco, finto deportato spagnolo nella Germania nazista smascherato nel 2005 da uno storico.
Javier impiega diversi anni prima di decidere di scrivere questo libro e lo ribadisce sin dalla prima riga «Io non volevo scrivere questo libro» ma lo fa faticosamente superando il disprezzo per quell’uomo che ha ingannato tutti.
Cercas si pone diverse domande: è moralmente lecito mentire? perché Marco l’ha fatto? Non è che scrivendo la sua storia aumento la sua fama e soddisfo tutto il suo narcisismo? Cercas non vuole riabilitare Marco e lo ribadisce a noi e a lui. Lo scrittore spagnolo vuole capire come c’è riuscito e la spiegazione che si dà è già presente in un articolo scritto prima di iniziare questo romanzo: “Una delle cose che aveva reso possibile il caso Marco era stata la nostra relativa ignoranza del passato recente in generale e del nazismo in particolare […] Sebbene Marco si vendesse come un rimedio contro questa tara nazionale, in realtà era la prova migliore della sua esistenza”.
Marco è puro kitsch e il kitsch storico è pura menzogna. I suoi racconti sono pieni di scene melodrammatiche e sentimentalismo. Marco è stato abile nel maneggiare la menzogna perché una grande menzogna si costruisce con piccole verità e non tutto quello che Marco racconta è completamente falso. Infatti Marco è stato veramente in Germania però in un carcere nazista a Kiel e non a Flossenburg in un campo di concentramento come ha raccontato per anni.
In questo libro Marco non è l’unico impostore, altri casi vengono accennati. La sua abilità nel parlare, i ruoli chiave che ha ricoperto negli anni fanno sì che lui più di altri diventi metafora del nostro tempo. “In quesi tempi di memoria, quando più che la memoria, trionfava in Spagna l’industria della memoria, la gente desiderava ascoltare le bugie che quel campione della memoria doveva raccontare”. “… la sacralizzazione dei testimoni dell’olocausto […] il testimone ha acquistato un prestigio così smisurato che nessuno azzarda a mettere in questione la sua autorità” ed è così che Enric Marco è riuscito a ingannare tutti.

 

 

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I migliori libri del 2016 e gli appuntamenti del 2017

Per farci perdonare la nostra assenza sul blog storico del gruppo vi ricordiamo e consigliamo tutti i libri che abbiamo letto nel 2016.

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Erskine Caldwell, Fermento di luglio
Ennio Fassone, Fine pena ora
Ivan Goncarov, Oblomov
Nick Hornby, Non buttiamoci giù
Aldous Huxley, Il mondo nuovo
Han Kang, La vegetariana
Ferenc Karithy, Epepe
Mario Luzi, Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini
Maurizio Maggiani, Il romanzo della nazione
Claudio Magris, Non luogo a procedere
Arto Paasilinna, Piccoli suicidi tra amici
Orhan Pamuk, La stranezza che ho nella testa
Boualem Sansal, 2084
Fabio Stassi, L’ultimo ballo di Charlot

Nell’augurarvi un anno pieno di letture vi lasciamo col calendario degli appuntamenti del 2017 che si terranno ogni mercoledì alle 19.00 alla Mediateca Montanari.

11 GENNAIO
8 FEBBRAIO
8 MARZO
12 APRILE
10 MAGGIO
14 GIUGNO
12 LUGLIO
9 AGOSTO
13 SETTEMBRE
11 OTTOBRE
8 NOVEMBRE
13 DICEMBRE 

La Memo e Un Mercoledì da Lettori augura a tutti Buone Feste e Buone Letture!

 

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Vergogna di J.M. Coetzee

Per il libro di settembre ci spostiamo nel Sudafrica post- apartheid. E’ il Sudafrica raccontato da Coetzee in Vergogna (Disgrace).
Coetzee  vincerà il Booker Prize grazie a questo libro, uscito nel 1999 ma pubblicato nel 2000 in Italia da Einaudi.
La vicenda gira intorno a David Lurie,  insegnante all’università che dopo essere stato condannato per molestie sessuali, si allontana dalla grande città e va dalla figlia che vive in una piccola fattoria.
Coetzee mette in luce i difficilissimi rapporti tra neri e bianchi, quelli tra generazioni, tra donne e uomini e non ultimi quelli tra città e campagna; in un conflitto durissimo e aspro che si esprime anche nello stile asciutto dello scrittore.

” …Si fa l’abitudine a tutto, anche al continuo peggioramento di ciò che già era ai limiti della sopportazione… ”

vergognaNel 2008 è uscito il film Disgrace basato sul libro di Coetzee, diretto da Steve Jacobs, con protagonista John Malkovich nelle vesti di David.

Disgrace filmPuoi discuterne con noi il 14 settembre alle 19.00 alla Memo.

Buona lettura!

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Fine pena: ora

Il libro di agosto è Fine pena: ora di Elvio Fassone.
Non è il solito libro da leggere sotto l’ombrellone ma l’abbiamo scelto perché è un libro doloroso e vero. Vero per il linguaggio e vero perché tratto da una storia vera, una storia italiana. E’ un libro sulla detenzione, sul carcere, su due uomini che si scriveranno per 26 anni. I due si incontrano nel 1985 quando Elvio Fassone presiede a Torino, in Corte d’Assise, un maxi processo, 242 imputati della mafia catanese. Salvatore ha 27 anni, è sotto giudizio per un’infinità di delitti efferati. L’udienza è tolta, ma non per Fassone. Salvatore, condannato all’ergastolo, gli è rimasto in mente e così decide di scrivergli. Un rapporto epistolare che ci presenta la situazione della giustizia italiana e delle carceri meglio di qualsiasi trattato.  


fine pena ora

«La detenzione, ove non mitigata da un trattamento educativo reale, è una morte parziale, l’asportazione di una porzione di vita»

Ne parleremo insieme mercoledì 10 agosto alle 19 alla Memo

Buona lettura

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EPEPE

Epepe è il libro di luglio.
epepeSi tratta del primo romanzo tradotto in inglese di Ferenc Karinthy (2 giugno 1921, Budapest Ungheria – 29 febbraio 1992, Budapest Ungheria).
E’ un romanzo distopico e senza dubbio angosciante che ricorda Kafka e Saramago nelle atmosfere e nelle tematiche .

Budai è un linguista ungherese che deve andare a Helsinki, per un congresso ma all’aeroporto di Budapest sbaglia volo e scende in una città misteriosa dove nessuno lo capisce e tutti parlano una lingua a lui sconosciuta.

Ne sono state date diverse interpretazioni; forse Karinthy ha voluto denunciare la condizione delle metropoli moderne oppure la condizione dell’intellettuale. Fatto sta che il risultato è straniante e ci si ritrova dentro un incubo.

Budai riesce ad avere un contatto umano solo con l’ascensorista Epepe (o forse Edede, Djedje, Tete e quant’altro)…

Epepe è uno dei libri della terza edizione di Premio Letteraria. Questo e tutti gli altri libri della terza edizione della rassegna sono disponibili alla Mediateca Montanari.

Ci scambieremo le nostre opinioni sul libro mercoledì 13 luglio alle 19.00 alla Memo

Buona lettura!

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