Vergogna di J.M. Coetzee

Per il libro di settembre ci spostiamo nel Sudafrica post- apartheid. E’ il Sudafrica raccontato da Coetzee in Vergogna (Disgrace).
Coetzee  vincerà il Booker Prize grazie a questo libro, uscito nel 1999 ma pubblicato nel 2000 in Italia da Einaudi.
La vicenda gira intorno a David Lurie,  insegnante all’università che dopo essere stato condannato per molestie sessuali, si allontana dalla grande città e va dalla figlia che vive in una piccola fattoria.
Coetzee mette in luce i difficilissimi rapporti tra neri e bianchi, quelli tra generazioni, tra donne e uomini e non ultimi quelli tra città e campagna; in un conflitto durissimo e aspro che si esprime anche nello stile asciutto dello scrittore.

” …Si fa l’abitudine a tutto, anche al continuo peggioramento di ciò che già era ai limiti della sopportazione… ”

vergognaNel 2008 è uscito il film Disgrace basato sul libro di Coetzee, diretto da Steve Jacobs, con protagonista John Malkovich nelle vesti di David.

Disgrace filmPuoi discuterne con noi il 14 settembre alle 19.00 alla Memo.

Buona lettura!

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Fine pena: ora

Il libro di agosto è Fine pena: ora di Elvio Fassone.
Non è il solito libro da leggere sotto l’ombrellone ma l’abbiamo scelto perché è un libro doloroso e vero. Vero per il linguaggio e vero perché tratto da una storia vera, una storia italiana. E’ un libro sulla detenzione, sul carcere, su due uomini che si scriveranno per 26 anni. I due si incontrano nel 1985 quando Elvio Fassone presiede a Torino, in Corte d’Assise, un maxi processo, 242 imputati della mafia catanese. Salvatore ha 27 anni, è sotto giudizio per un’infinità di delitti efferati. L’udienza è tolta, ma non per Fassone. Salvatore, condannato all’ergastolo, gli è rimasto in mente e così decide di scrivergli. Un rapporto epistolare che ci presenta la situazione della giustizia italiana e delle carceri meglio di qualsiasi trattato.  


fine pena ora

«La detenzione, ove non mitigata da un trattamento educativo reale, è una morte parziale, l’asportazione di una porzione di vita»

Ne parleremo insieme mercoledì 10 agosto alle 19 alla Memo

Buona lettura

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EPEPE

Epepe è il libro di luglio.
epepeSi tratta del primo romanzo tradotto in inglese di Ferenc Karinthy (2 giugno 1921, Budapest Ungheria – 29 febbraio 1992, Budapest Ungheria).
E’ un romanzo distopico e senza dubbio angosciante che ricorda Kafka e Saramago nelle atmosfere e nelle tematiche .

Budai è un linguista ungherese che deve andare a Helsinki, per un congresso ma all’aeroporto di Budapest sbaglia volo e scende in una città misteriosa dove nessuno lo capisce e tutti parlano una lingua a lui sconosciuta.

Ne sono state date diverse interpretazioni; forse Karinthy ha voluto denunciare la condizione delle metropoli moderne oppure la condizione dell’intellettuale. Fatto sta che il risultato è straniante e ci si ritrova dentro un incubo.

Budai riesce ad avere un contatto umano solo con l’ascensorista Epepe (o forse Edede, Djedje, Tete e quant’altro)…

Epepe è uno dei libri della terza edizione di Premio Letteraria. Questo e tutti gli altri libri della terza edizione della rassegna sono disponibili alla Mediateca Montanari.

Ci scambieremo le nostre opinioni sul libro mercoledì 13 luglio alle 19.00 alla Memo

Buona lettura!

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A giugno leggiamo…

Rigenerati dall’inizio della bella stagione e pronti a leggere all’aria aperta,  Un mercoledì da lettori sceglie due titoli per questo mese:
Arto Paasilinna col suo Piccoli suicidi tra amici e Nick Hornby con Non buttiamoci giù. 

I libri sono accomunati dalla tematica, il suicidio, dallo humor con cui viene descritta la situazione tragica di partenza e dalla volontà di essere un manifesto di accettazione e inno alla vita.

piccoli suicidi tra amiciCi sono momenti in cui i ripetuti insuccessi, un matrimonio a rotoli, lo stress, la solitudine sembrano davvero troppo per conservare la voglia di vivere: non è meglio farla finita e andarsene da questo mondo che pare sempre meno “un luogo adatto all’uomo”? Seduto sui gradini di casa con una bottiglia di birra in mano, il direttore Onni Rellonen, imprenditore fallito, decide di dire basta a “quel suo vivacchiare privo di senso”. Ma cosa succede se il fienile scelto per “il botto finale” è già occupato da un colonnello a riposo risoluto a mettere fine ai suoi giorni? Non ci saranno anche molti altri nelle stesse condizioni, con cui varrebbe la pena di spartire timori, rischi e spese, per un dignitoso suicidio collettivo? E così, caricati sulla Saetta della Morte, lussuoso pullman dotato dei più desiderabili comfort, trentatré selezionati aspiranti suicidi partono per un viaggio che li porterà da un capo all’altro dell’Europa alla ricerca del migliore strapiombo da cui lanciarsi nel vuoto. Sotto il comando del colonnello Kemppainen, frustrato da un’epoca “così profondamente pacifica”, con l’assistenza di Rellonen e della fidata vicepreside Helena Puusaari, conturbante trentacinquenne dai capelli rossi con l’hobby di struggenti passeggiate nei cimiteri, la Libera Associazione Morituri Anonimi raccoglie i più disparati e folli personaggi, decisi, come il Vatanen dell’Anno della Lepre, a tagliare tutti i legami di un’esistenza che li ha delusi e maltrattati, per la libera avventura di un fatale Grand Tour, che diventerà presto il più gioioso manifesto della voglia di vivere. Dalle falesie di Capo Nord ai burroni del Furka, fino all’estrema punta dell’Algarve, tra spericolate avventure, amicizie, solidarietà e nuovi amori, la banda degli apprendisti suicidi sarà immancabilmente raggiunta dall’irriducibile nemico da cui ha tentato di fuggire: la vita. Perché “si può scherzare con la morte, ma con la vita no. Evviva!” Parola di Paasilinna.

Tratto da http://iperborea.com/titolo/139/

non buttiamoci giùE’ la notte di Capodanno quando, in cima a un palazzo di Londra, quattro sconosciuti si incontrano per caso: non hanno niente in comune se non la ferma intenzione di buttarsi giù, ognuno per i suoi buoni motivi. Per Martin si tratta di reputazione distrutta; per Maureen di una vita impossibile con un figlio disabile; per Jess di disperazione adolescenziale; per JJ di fallimento professionale e sentimentale. Ma l’incontro in quell’ultimo istante è destinato a cambiare, anche solo di un pò le loro vite: e dopo vivaci e paradossali discussioni, i quattro aspiranti suicidi scendono per le scale, uniti da una complicità nuova e imprevedibile… E le loro avventure cominciano, alla ricerca di nuovi motivi per continuare a vivere, anche quando farlo sembrava impossibile…

Tratto da http://www.lafeltrinelli.it/libri/nick-hornby/non-buttiamoci-giu/9788860880253?zanpid=2168002813224360960&gclid=CO6e24HZ48wCFYIK0wod0RcANw

Ci vediamo alla Mediateca Montanari alle 19.00 di mercoledì 8 giugno.

Buona lettura!

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2084. La fine del mondo

Dopo la festa di domenica 6 marzo, riprendono gli appuntamenti del mercoledì. Mercoledì 13 aprile alle 19.00 parleremo di 2084. La fine del mondo. Un libro coraggioso scritto dall’algerino Boualem Sansal, attivo nella condanna del fondamentalismo islamico. Sansal vive vicino ad Algeri, nonostante lui e la sua famiglia vengano minacciati e i suoi libri non vengano pubblicati in patria. Questo libro, nello specifico, ha suscitato discussioni tra chi l’ha visto come un atto di accusa contro l’Islam e chi invece come una denuncia della decadenza occidentale. Quello che è certo è che il titolo richiama esplicitamente 1984 di George Orwell, come dichiara lo stesso scrittore.
Per conoscere meglio il romanzo e il suo autore vi consigliamo di leggere una sua recente intervista.
http://www.huffingtonpost.it/2016/03/04/2084-boualem-sansal_n_9381564.html

2084Buona lettura!

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A libro aperto

A libro aperto, storie di lettura e lettori, è una festa che stiamo organizzando per voi e per tutti quelli che amano leggere e parlare di libri. Il 6 marzo dalle 3 del pomeriggio fino alle 7 di sera siete tutti invitati alla Mediateca Montanari per festeggiarecartolina_fronte_1_01-page-001 Un mercoledì da lettori che compie 5 anni. Non saremo da soli, parteciperanno anche altri gruppi di lettura della zona. La giornata sarà ricca di attività e momenti di svago e un incontro graditissimo con Fabio Stassi, scrittore e bibliotecario. Per questo motivo l’incontro mensile del nostro gruppo cambierà giorno, eccezionalmente per questo mese, e si svolgerà alle tre in contemporanea con gli altri gruppi di lettura che partecipano alla festa. Durante questo momento parleremo del libro de L’ultimo ballo di Charlot di Stassi finalista al premio strega del 2013. 

In una sera di Natale la Morte va a trovare Charlie Chaplin nella sua casa in Svizzera. Il grande attore e regista ha passato gli ottant’anni ma ha un figlio ancora piccolo e vorrebbe vederlo crescere accanto a sé. In un lampo di coraggio Chaplin propone un patto alla Vecchia Signora: se riuscirà a farla ridere si sarà guadagnato un anno di vita. Inizia così un singolare balletto con la Morte, e quella notte a salvarlo non sarà la tecnical'ultimo ballo di charlot consumata dell’attore ma la comicità involontaria che deriva dagli impacci dell’età. La questione però è solo rinviata: anno dopo anno, a Natale, la Vecchia tornerà a reclamarlo e bisognerà trovare il modo di suscitarle almeno una risata. Nell’attesa dell’incontro fatale Chaplin scrive una lunga e appassionata lettera al figlio. Vuole raccontargli la storia vera del suo passato, quella che nessuno ha mai ascoltato, ed ecco che dalle sue parole scaturisce l’avventura rocambolesca di una vita e il ritratto di un’epoca rivoluzionaria.
Trama tratta da ibs.it

Tutti possono partecipare, l’ingresso è libero. Vi aspettiamo per festeggiare insieme!

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Oblomov

Questo mese leggeremo un capolavoro della letteratura russa: Oblomov di Goncarov.
La proposta  è nata durante l’incontro di gennaio da una nostra lettrice che ha individuato delle similitudini tra il personaggio dell’ultimo libro di Pamuk, La stranezza che ho nella testa, e il protagonista del romanzo di Goncarov.

Oblomovob è stato pubblicato nel 1859 e la fama del suo scrittore è principalmente legata a questo libro.
Famoso è rimasto anche il film che ne trasse Nikita Michalkov nel 1979.

Oblomov narra la storia di un proprietario terriero russo segnato da un’inerzia fisica e spirituale che lo condanna all’inazione e alla rinuncia verso ogni forma di lotta. Per il personaggio è stato coniato il termine oblomovismo, che indica un atteggiamento apatico e indolente.

Non manca a oblomov-4questo libro l’umorismo che si manifesta nei battibecchi tra Oblomov e il suo servitore Zachar che si lamenta della pigrizia del padrone. I dialoghi tra questi e i personaggi che vanno a trovare Oblomov nella sua stanza polverosa ne fanno l’ideale scenario di una pièce teatrale e questa caratteristica ha fatto sì che questo romanzo fosse rappresentato anche a teatro. 

Ci vediamo per approfondire il discorso mercoledì 10 febbraio alle ore 19.00 al Memo Caffè. 

Buona Lettura!

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