Libro di febbraio | L’impostore di Javier Cercas

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L’impostore, Javier Cercas, Guanda 2015

L’impostore è un romanzo vero, non di finzione. La finzione è quella che ha raccontato per tutta la sua vita il protagonista Enric Marco, finto deportato spagnolo nella Germania nazista smascherato nel 2005 da uno storico.
Javier impiega diversi anni prima di decidere di scrivere questo libro e lo ribadisce sin dalla prima riga «Io non volevo scrivere questo libro» ma lo fa faticosamente superando il disprezzo per quell’uomo che ha ingannato tutti.
Cercas si pone diverse domande: è moralmente lecito mentire? perché Marco l’ha fatto? Non è che scrivendo la sua storia aumento la sua fama e soddisfo tutto il suo narcisismo? Cercas non vuole riabilitare Marco e lo ribadisce a noi e a lui. Lo scrittore spagnolo vuole capire come c’è riuscito e la spiegazione che si dà è già presente in un articolo scritto prima di iniziare questo romanzo: “Una delle cose che aveva reso possibile il caso Marco era stata la nostra relativa ignoranza del passato recente in generale e del nazismo in particolare […] Sebbene Marco si vendesse come un rimedio contro questa tara nazionale, in realtà era la prova migliore della sua esistenza”.
Marco è puro kitsch e il kitsch storico è pura menzogna. I suoi racconti sono pieni di scene melodrammatiche e sentimentalismo. Marco è stato abile nel maneggiare la menzogna perché una grande menzogna si costruisce con piccole verità e non tutto quello che Marco racconta è completamente falso. Infatti Marco è stato veramente in Germania però in un carcere nazista a Kiel e non a Flossenburg in un campo di concentramento come ha raccontato per anni.
In questo libro Marco non è l’unico impostore, altri casi vengono accennati. La sua abilità nel parlare, i ruoli chiave che ha ricoperto negli anni fanno sì che lui più di altri diventi metafora del nostro tempo. “In quesi tempi di memoria, quando più che la memoria, trionfava in Spagna l’industria della memoria, la gente desiderava ascoltare le bugie che quel campione della memoria doveva raccontare”. “… la sacralizzazione dei testimoni dell’olocausto […] il testimone ha acquistato un prestigio così smisurato che nessuno azzarda a mettere in questione la sua autorità” ed è così che Enric Marco è riuscito a ingannare tutti.

 

 

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I migliori libri del 2016 e gli appuntamenti del 2017

Per farci perdonare la nostra assenza sul blog storico del gruppo vi ricordiamo e consigliamo tutti i libri che abbiamo letto nel 2016.

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Erskine Caldwell, Fermento di luglio
Ennio Fassone, Fine pena ora
Ivan Goncarov, Oblomov
Nick Hornby, Non buttiamoci giù
Aldous Huxley, Il mondo nuovo
Han Kang, La vegetariana
Ferenc Karithy, Epepe
Mario Luzi, Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini
Maurizio Maggiani, Il romanzo della nazione
Claudio Magris, Non luogo a procedere
Arto Paasilinna, Piccoli suicidi tra amici
Orhan Pamuk, La stranezza che ho nella testa
Boualem Sansal, 2084
Fabio Stassi, L’ultimo ballo di Charlot

Nell’augurarvi un anno pieno di letture vi lasciamo col calendario degli appuntamenti del 2017 che si terranno ogni mercoledì alle 19.00 alla Mediateca Montanari.

11 GENNAIO
8 FEBBRAIO
8 MARZO
12 APRILE
10 MAGGIO
14 GIUGNO
12 LUGLIO
9 AGOSTO
13 SETTEMBRE
11 OTTOBRE
8 NOVEMBRE
13 DICEMBRE 

La Memo e Un Mercoledì da Lettori augura a tutti Buone Feste e Buone Letture!

 

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Vergogna di J.M. Coetzee

Per il libro di settembre ci spostiamo nel Sudafrica post- apartheid. E’ il Sudafrica raccontato da Coetzee in Vergogna (Disgrace).
Coetzee  vincerà il Booker Prize grazie a questo libro, uscito nel 1999 ma pubblicato nel 2000 in Italia da Einaudi.
La vicenda gira intorno a David Lurie,  insegnante all’università che dopo essere stato condannato per molestie sessuali, si allontana dalla grande città e va dalla figlia che vive in una piccola fattoria.
Coetzee mette in luce i difficilissimi rapporti tra neri e bianchi, quelli tra generazioni, tra donne e uomini e non ultimi quelli tra città e campagna; in un conflitto durissimo e aspro che si esprime anche nello stile asciutto dello scrittore.

” …Si fa l’abitudine a tutto, anche al continuo peggioramento di ciò che già era ai limiti della sopportazione… ”

vergognaNel 2008 è uscito il film Disgrace basato sul libro di Coetzee, diretto da Steve Jacobs, con protagonista John Malkovich nelle vesti di David.

Disgrace filmPuoi discuterne con noi il 14 settembre alle 19.00 alla Memo.

Buona lettura!

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Fine pena: ora

Il libro di agosto è Fine pena: ora di Elvio Fassone.
Non è il solito libro da leggere sotto l’ombrellone ma l’abbiamo scelto perché è un libro doloroso e vero. Vero per il linguaggio e vero perché tratto da una storia vera, una storia italiana. E’ un libro sulla detenzione, sul carcere, su due uomini che si scriveranno per 26 anni. I due si incontrano nel 1985 quando Elvio Fassone presiede a Torino, in Corte d’Assise, un maxi processo, 242 imputati della mafia catanese. Salvatore ha 27 anni, è sotto giudizio per un’infinità di delitti efferati. L’udienza è tolta, ma non per Fassone. Salvatore, condannato all’ergastolo, gli è rimasto in mente e così decide di scrivergli. Un rapporto epistolare che ci presenta la situazione della giustizia italiana e delle carceri meglio di qualsiasi trattato.  


fine pena ora

«La detenzione, ove non mitigata da un trattamento educativo reale, è una morte parziale, l’asportazione di una porzione di vita»

Ne parleremo insieme mercoledì 10 agosto alle 19 alla Memo

Buona lettura

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EPEPE

Epepe è il libro di luglio.
epepeSi tratta del primo romanzo tradotto in inglese di Ferenc Karinthy (2 giugno 1921, Budapest Ungheria – 29 febbraio 1992, Budapest Ungheria).
E’ un romanzo distopico e senza dubbio angosciante che ricorda Kafka e Saramago nelle atmosfere e nelle tematiche .

Budai è un linguista ungherese che deve andare a Helsinki, per un congresso ma all’aeroporto di Budapest sbaglia volo e scende in una città misteriosa dove nessuno lo capisce e tutti parlano una lingua a lui sconosciuta.

Ne sono state date diverse interpretazioni; forse Karinthy ha voluto denunciare la condizione delle metropoli moderne oppure la condizione dell’intellettuale. Fatto sta che il risultato è straniante e ci si ritrova dentro un incubo.

Budai riesce ad avere un contatto umano solo con l’ascensorista Epepe (o forse Edede, Djedje, Tete e quant’altro)…

Epepe è uno dei libri della terza edizione di Premio Letteraria. Questo e tutti gli altri libri della terza edizione della rassegna sono disponibili alla Mediateca Montanari.

Ci scambieremo le nostre opinioni sul libro mercoledì 13 luglio alle 19.00 alla Memo

Buona lettura!

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A giugno leggiamo…

Rigenerati dall’inizio della bella stagione e pronti a leggere all’aria aperta,  Un mercoledì da lettori sceglie due titoli per questo mese:
Arto Paasilinna col suo Piccoli suicidi tra amici e Nick Hornby con Non buttiamoci giù. 

I libri sono accomunati dalla tematica, il suicidio, dallo humor con cui viene descritta la situazione tragica di partenza e dalla volontà di essere un manifesto di accettazione e inno alla vita.

piccoli suicidi tra amiciCi sono momenti in cui i ripetuti insuccessi, un matrimonio a rotoli, lo stress, la solitudine sembrano davvero troppo per conservare la voglia di vivere: non è meglio farla finita e andarsene da questo mondo che pare sempre meno “un luogo adatto all’uomo”? Seduto sui gradini di casa con una bottiglia di birra in mano, il direttore Onni Rellonen, imprenditore fallito, decide di dire basta a “quel suo vivacchiare privo di senso”. Ma cosa succede se il fienile scelto per “il botto finale” è già occupato da un colonnello a riposo risoluto a mettere fine ai suoi giorni? Non ci saranno anche molti altri nelle stesse condizioni, con cui varrebbe la pena di spartire timori, rischi e spese, per un dignitoso suicidio collettivo? E così, caricati sulla Saetta della Morte, lussuoso pullman dotato dei più desiderabili comfort, trentatré selezionati aspiranti suicidi partono per un viaggio che li porterà da un capo all’altro dell’Europa alla ricerca del migliore strapiombo da cui lanciarsi nel vuoto. Sotto il comando del colonnello Kemppainen, frustrato da un’epoca “così profondamente pacifica”, con l’assistenza di Rellonen e della fidata vicepreside Helena Puusaari, conturbante trentacinquenne dai capelli rossi con l’hobby di struggenti passeggiate nei cimiteri, la Libera Associazione Morituri Anonimi raccoglie i più disparati e folli personaggi, decisi, come il Vatanen dell’Anno della Lepre, a tagliare tutti i legami di un’esistenza che li ha delusi e maltrattati, per la libera avventura di un fatale Grand Tour, che diventerà presto il più gioioso manifesto della voglia di vivere. Dalle falesie di Capo Nord ai burroni del Furka, fino all’estrema punta dell’Algarve, tra spericolate avventure, amicizie, solidarietà e nuovi amori, la banda degli apprendisti suicidi sarà immancabilmente raggiunta dall’irriducibile nemico da cui ha tentato di fuggire: la vita. Perché “si può scherzare con la morte, ma con la vita no. Evviva!” Parola di Paasilinna.

Tratto da http://iperborea.com/titolo/139/

non buttiamoci giùE’ la notte di Capodanno quando, in cima a un palazzo di Londra, quattro sconosciuti si incontrano per caso: non hanno niente in comune se non la ferma intenzione di buttarsi giù, ognuno per i suoi buoni motivi. Per Martin si tratta di reputazione distrutta; per Maureen di una vita impossibile con un figlio disabile; per Jess di disperazione adolescenziale; per JJ di fallimento professionale e sentimentale. Ma l’incontro in quell’ultimo istante è destinato a cambiare, anche solo di un pò le loro vite: e dopo vivaci e paradossali discussioni, i quattro aspiranti suicidi scendono per le scale, uniti da una complicità nuova e imprevedibile… E le loro avventure cominciano, alla ricerca di nuovi motivi per continuare a vivere, anche quando farlo sembrava impossibile…

Tratto da http://www.lafeltrinelli.it/libri/nick-hornby/non-buttiamoci-giu/9788860880253?zanpid=2168002813224360960&gclid=CO6e24HZ48wCFYIK0wod0RcANw

Ci vediamo alla Mediateca Montanari alle 19.00 di mercoledì 8 giugno.

Buona lettura!

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2084. La fine del mondo

Dopo la festa di domenica 6 marzo, riprendono gli appuntamenti del mercoledì. Mercoledì 13 aprile alle 19.00 parleremo di 2084. La fine del mondo. Un libro coraggioso scritto dall’algerino Boualem Sansal, attivo nella condanna del fondamentalismo islamico. Sansal vive vicino ad Algeri, nonostante lui e la sua famiglia vengano minacciati e i suoi libri non vengano pubblicati in patria. Questo libro, nello specifico, ha suscitato discussioni tra chi l’ha visto come un atto di accusa contro l’Islam e chi invece come una denuncia della decadenza occidentale. Quello che è certo è che il titolo richiama esplicitamente 1984 di George Orwell, come dichiara lo stesso scrittore.
Per conoscere meglio il romanzo e il suo autore vi consigliamo di leggere una sua recente intervista.
http://www.huffingtonpost.it/2016/03/04/2084-boualem-sansal_n_9381564.html

2084Buona lettura!

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