Il libro di febbraio e altri consigli di lettura

Qualche giorno fa, dopo l’ultimo incontro del GDL, è stato scelto il libro di cui parleremo mercoledì 11 febbraio alle 19.00. Il libro in questione è Le intermittenze della morte di Josè Saramago.  

le intermittenzed ella morte“Un paese senza nome, 31 dicembre, scocca la mezzanotte. E arriva l’eternità, nella forma più semplice e quindi più inaspettata: nessuno muore più. La gioia è grande, la massima angoscia dell’umanità sembra sgominata per sempre. Ma non è tutto così semplice: chi sulla morte faceva affari per esempio perde la sua fonte di reddito. E cosa ne sarà della chiesa, ora che non c’è più uno spauracchio e non serve più nessuna resurrezione? I problemi, come si vede, sono tanti e complessi. Ma la morte, con fattezze di donna, segue i suoi imprendibili ragionamenti: dopo sette mesi annuncia, con una lettera scritta a mano, affidata a una busta viola e diretta ai media, che sta per riprendere il suo usuale lavoro, fedele all’impegno di rinnovamento dell’umanità che la vede da sempre protagonista. Da lì in poi le lettere viola partono con cadenza regolare e raggiungono i loro sfortunati (o fortunati?) destinatari, che tornano a morire come si conviene. Ma un violoncellista, dopo che la lettera a lui indirizzata è stata rinviata al mittente per tre volte, costringe la morte a bussare alla sua porta per consegnarla di persona”.

Oltre al premio nobel Saramago, sono stati fatti altri nomi che crediamo vi possano interessare e possiate leggere indipendentemente dalla lettura scelta. Di seguito troverete qualche libro interessante:

Abu Zayd Nasr Hamid, Una vita con l’islam, Il mulino, 2004  

Nato nuna vita con l'islamel 1943 in Egitto, Nasr cresce nel villaggio di Quhafa dove ancora bambino diventa “portatore del Corano”. Dopo un percorso formativo insolito, approda all’università dove comincia la sua avventura intellettuale che lo porterà alla scoperta dell’ermeneutica e delle moderne scienze del linguaggio. Nel 1995 gli viene mossa l’accusa di apostasia e nelle moschee infuria contro di lui una violenta campagna denigratoria. Questo volume intreccia memorie personali e riflessioni di largo respiro, sullo sfondo delle vicende mediorientali degli ultimi decenni. Nasr racconta la sua fede, parla di libertà e democrazia, dei rapporti tra religione e politica nell’Islam in un libro che si pone come vero e proprio ponte fra due culture.

O’ Farrel Maggie, Istruzioni per un’ondata di caldo, Guanda, 2014

istruzione per un'ondata di caldoÈ il luglio del 1976 e una straordinaria ondata di caldo avviluppa Londra. Non piove da mesi, i giardini sono invasi dagli afidi e l’acqua è razionata. Nella casa di Greta e Robert, due coniugi irlandesi di mezza età da tempo trapiantati in Inghilterra, è una mattina come tante. Robert esce a comprare il giornale, ma non fa più ritorno. La moglie non ci mette molto a scoprire che l’uomo ha preso con sé il passaporto e parecchio denaro. Ma dove è andato? La scomparsa del padre riporta a casa i tre figli, ormai lontani, ognuno alle prese con i suoi problemi. Michael Francis, il maggiore, sta attraversando una profonda crisi matrimoniale ed è sull’orlo del divorzio; Monica, la secondogenita, vive nella campagna inglese con il nuovo marito e le figlie di lui, che la detestano; e Aoife, la minore, che è sempre stata la più ribelle, si è trasferita a New York dopo una violenta lite con la sorella, alla ricerca di un difficile riscatto professionale e di una nuova vita. Mentre si susseguono le ipotesi su dove sia andato Robert, i tre figli non sanno che la madre nasconde un segreto che potrebbe spiegare tutto… Questo incontro “forzato” sarà l’occasione per confrontarsi su quello che è stato, riconsiderare il presente e i rapporti che veramente contano…

Rea Ermanno , La fabbrica dell’obbedienza. Il lato oscuro e complice degli italiani, Feltrinelli, 2013 

la fabbrica dell'obbedienzaServili, bugiardi, fragili, opportunisti: il mondo continua a osservarci stupito e a chiedersi donde provengano negli italiani tante riprovevoli inclinazioni, tanta superficialità etica e tanta mancanza di senso di responsabilità. Colpa delle stelle? Del clima? Della natura beffarda che ci avrebbe fatti così per puro capriccio? In questo suo nuovo libro, sciolto e affabulatorio nella forma quanto ruvido e penetrante nella sostanza, Ermanno Rea ci guida alla ricerca delle origini stesse della “malattia”, del suo primo zampillare all’ombra di quel Sant’Uffizio che nel cuore del secolo XVI trasformò il cittadino consapevole appena abbozzato dall’Umanesimo in suddito perennemente consenziente nei confronti di santa romana Chiesa. Dopo oltre quattro secoli, la “fabbrica dell’obbedienza” continua a produrre la sua merce pregiata: consenso illimitato verso ogni forma di potere. L’italiano si confessa per poter continuare a peccare; si fa complice anche quando finge di non esserlo; coltiva catastrofismo e smemorante cinismo con eguale determinazione. Dall’Ottocento unitario al fascismo, dal dopoguerra democristiano alla stessa dinamica del compromesso storico, fino alla maestosa festa mediatica del berlusconismo, “Mario Rossi” ha indossato la stessa maschera del Girella ossequioso. Saggio, pamphlet, invettiva, manifesto: un libro di straordinaria lucidità e saggezza, una riflessione che diventa sbrigliata ricognizione storica, atto di accusa, istigazione al pensiero.

Tutte le trame sono state tratte da ibs.it

E come sempre… Buona lettura a tutti

 

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2 risposte a Il libro di febbraio e altri consigli di lettura

  1. ettoremar ha detto:

    “Il giorno dopo non morì nessuno”: questo l’incipit di questo bellissimo romanzo del Nobel per la Letteratura Jose Saramago; ed è anche la fine del romanzo. L’argomento non è certamente dei più facili: la morte, che un bel giorno decide di interrompere l’attività, ma dopo alcuni mesi ci ripensa e fa avere una lettera al Direttore della Televisione di Stato che alla mezzanotte del tal giorno avrebbe ripreso a mietere vittime…
    E una profonda riflessione sulle tante persone che sono tra la vita e la morte, in coma più o meno irreversibile, e che improvvisamente si son ritrovate a non poter più porre termine alle sofferenze, con famiglie e “residenze dell’occaso” che non sapevano più come fare, e quindi il tema del ruolo giocato dalla chiesa apostolica romana (“che ci stiamo a fare, se non muore più nessuno?” si chiede un cardinale…
    Di certo uno dei più bei romanzi degli ultimi anni.

  2. ettoremar ha detto:

    L’ha ribloggato su Strane cosee ha commentato:
    “Il giorno dopo non morì nessuno”: questo l’incipit di questo bellissimo romanzo del Nobel per la Letteratura Jose Saramago; ed è anche la fine del romanzo. L’argomento non è certamente dei più facili: la morte, che un bel giorno decide di interrompere l’attività, ma dopo alcuni mesi ci ripensa e fa avere una lettera al Direttore della Televisione di Stato che alla mezzanotte del tal giorno avrebbe ripreso a mietere vittime…
    E una profonda riflessione sulle tante persone che sono tra la vita e la morte, in coma più o meno irreversibile, e che improvvisamente si son ritrovate a non poter più porre termine alle sofferenze, con famiglie e “residenze dell’occaso” che non sapevano più come fare, e quindi il tema del ruolo giocato dalla chiesa apostolica romana (“che ci stiamo a fare, se non muore più nessuno?” si chiede un cardinale…
    Di certo uno dei più bei romanzi degli ultimi anni.

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