A libro aperto

A libro aperto, storie di lettura e lettori, è una festa che stiamo organizzando per voi e per tutti quelli che amano leggere e parlare di libri. Il 6 marzo dalle 3 del pomeriggio fino alle 7 di sera siete tutti invitati alla Mediateca Montanari per festeggiarecartolina_fronte_1_01-page-001 Un mercoledì da lettori che compie 5 anni. Non saremo da soli, parteciperanno anche altri gruppi di lettura della zona. La giornata sarà ricca di attività e momenti di svago e un incontro graditissimo con Fabio Stassi, scrittore e bibliotecario. Per questo motivo l’incontro mensile del nostro gruppo cambierà giorno, eccezionalmente per questo mese, e si svolgerà alle tre in contemporanea con gli altri gruppi di lettura che partecipano alla festa. Durante questo momento parleremo del libro de L’ultimo ballo di Charlot di Stassi finalista al premio strega del 2013. 

In una sera di Natale la Morte va a trovare Charlie Chaplin nella sua casa in Svizzera. Il grande attore e regista ha passato gli ottant’anni ma ha un figlio ancora piccolo e vorrebbe vederlo crescere accanto a sé. In un lampo di coraggio Chaplin propone un patto alla Vecchia Signora: se riuscirà a farla ridere si sarà guadagnato un anno di vita. Inizia così un singolare balletto con la Morte, e quella notte a salvarlo non sarà la tecnical'ultimo ballo di charlot consumata dell’attore ma la comicità involontaria che deriva dagli impacci dell’età. La questione però è solo rinviata: anno dopo anno, a Natale, la Vecchia tornerà a reclamarlo e bisognerà trovare il modo di suscitarle almeno una risata. Nell’attesa dell’incontro fatale Chaplin scrive una lunga e appassionata lettera al figlio. Vuole raccontargli la storia vera del suo passato, quella che nessuno ha mai ascoltato, ed ecco che dalle sue parole scaturisce l’avventura rocambolesca di una vita e il ritratto di un’epoca rivoluzionaria.
Trama tratta da ibs.it

Tutti possono partecipare, l’ingresso è libero. Vi aspettiamo per festeggiare insieme!

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Oblomov

Questo mese leggeremo un capolavoro della letteratura russa: Oblomov di Goncarov.
La proposta  è nata durante l’incontro di gennaio da una nostra lettrice che ha individuato delle similitudini tra il personaggio dell’ultimo libro di Pamuk, La stranezza che ho nella testa, e il protagonista del romanzo di Goncarov.

Oblomovob è stato pubblicato nel 1859 e la fama del suo scrittore è principalmente legata a questo libro.
Famoso è rimasto anche il film che ne trasse Nikita Michalkov nel 1979.

Oblomov narra la storia di un proprietario terriero russo segnato da un’inerzia fisica e spirituale che lo condanna all’inazione e alla rinuncia verso ogni forma di lotta. Per il personaggio è stato coniato il termine oblomovismo, che indica un atteggiamento apatico e indolente.

Non manca a oblomov-4questo libro l’umorismo che si manifesta nei battibecchi tra Oblomov e il suo servitore Zachar che si lamenta della pigrizia del padrone. I dialoghi tra questi e i personaggi che vanno a trovare Oblomov nella sua stanza polverosa ne fanno l’ideale scenario di una pièce teatrale e questa caratteristica ha fatto sì che questo romanzo fosse rappresentato anche a teatro. 

Ci vediamo per approfondire il discorso mercoledì 10 febbraio alle ore 19.00 al Memo Caffè. 

Buona Lettura!

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La stranezza che ho nella testa

Dopo le vicende di cronaca che hanno visto coinvolte Turchia e Russia, abbiamo scelto di dedicarci alla lettura dell’ultimo libro del nobel turco Orhan Pamuk, La stranezza che ho nella testa. 

“… Pamuk hla stranezza che ho nella testaa fatto della sua città, Istanbul, il personalissimo teatro in cui
mettere in scena l’universale dei destini umani. Con La stranezza che ho nella testa ha saputo scrivere un romanzo rutilante in cui le storiepiccole di uomini e donne comuni hanno la forza irresistibile della Storia di tutti.”

Tratto da http://www.einaudi.it/libri/libro/orhan-pamuk/la-stranezza-che-ho-nella-testa/978880620755

Vi auguriamo buone feste e vi diamo appuntamento al nuovo anno, come sempre ogni secondo mercoledì del mese. Buona lettura!

 

 

 

 

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Ragazzi di vita

Sono passati 40 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini. Anche noi vogliamo ricordarlo e lo facciamo a modo nostro, proponendovi la lettura di Ragazzi di vita, romanzo che gli valse nel 1955  un processo per pornografia perché parlava di prostituzione maschile. La sentenza ne decretò l’assoluzione con formula piena, grazie anche alla testimonianza di Carlo Bo che aveva dichiarato essere il libro ricco di valori religiosi “perché spinge alla pietà verso i poveri e i diseredati” e che non contiene nulla di osceno perché “i dialoghi sono dialoghi di ragazzi e l’autore ha sentito la necessità di rappresentarli così come in realtà”.

“Era una caldissima giornata di luglio. Il Riccetto che doveva farsi la prima comunione e la cresima, s’era alzato già alle cinque; ma mentre scendeva giù per via Donna Olimpia coi calzoni lunghi grigi e la camicetta bianca, piuttosto che un comunicando o un soldato di Gesù pareva un pischello quando se ne va acchittato pei lungoteveri a rimorchiare. Con una compagnia di maschi uguali a lui, tutti vestiti di bianco, scese giù alla chiesa della Divina Provvidenza, dove alle nove Don Pizzuto gli fece la comunione e alle undici il Vescovo lo cresimò. Il Riccetto però aveva una gran prescia di tagliare: da Monteverde giù alla ragazzi di vitastazione di Trastevere non si sentiva che un solo continuo rumore di macchine. Si sentivano i clacson e i motori che sprangavano su per le salite e le curve, empiendo la periferia già bruciata dal sole della prima mattina con un rombo assordante. Appena finito il sermoncino del Vescovo, Don Pizzuto e due tre chierici giovani portarono i ragazzi nel cortile del ricreatorio per fare le fotografie: il Vescovo camminava fra loro benedicendo i familiari dei ragazzi che s’inginocchiavano al suo passaggio. Il Riccetto si sentiva rodere, lì in mezzo, e si decise a piantare tutti: uscì per la chiesa vuota, ma sulla porta incontrò il compare che gli disse: «Aòh, addò vai?» «A casa vado,» fece il Riccetto, «tengo fame.» «Vie’ a casa mia, no, a fijo de na mignotta,» gli gridò dietro il compare, «che ce sta er pranzo ». Ma il Riccetto non lo filò per niente e corse via sull’asfalto che bolliva al sole. Tutta Roma era un solo rombo: solo lì su in alto, c’era silenzio, ma era carico come una mina. Il Riccetto s’andò a cambiare.”

Appuntamento a mercoledì 9 dicembre.

Buona lettura!

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Cavalli selvaggi

Cavalli selvaggi di Cormac McCarthy è l’ultimo libro scelto dal GDL.

Scritto nelcavalli selvaggi 1992, il romanzo di McCarthy è un western seppure ambientato nel 1949 dove il cavallo è il protagonista. E’ il primo romanzo della Trilogia della frontiera (Cavalli selvaggiOltre il confine e Città della pianura). La trilogia ruota intorno alle avventure e alle vicende formative di due giovani cowboy, John Grady Cole e Billy Parham, ed è ambientata principalmente lungo il confine tra Texas e Messico.

Se vi abbiamo incuriosito almeno un po’, leggete il romanzo e partecipate al prossimo incontro di Un mercoledì da lettori che si terrà mercoledì 11 novembre alle 19.00 alla Memo

Buona lettura!

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Il piatto dell’angelo

Venite a trovarci alla Memo, mercoledì 14 ottobre alle 19.00 per scambiarci le impressioni sul romanzo di Laura Pariani Il piatto dell’angelo.

il piatto dell angelo “Ecco, siamo in due, io e la nonna, ma è apparecchiato per tre minestre. Il piatto dell’angelo, dice la vecchia Giovanna, intendendo con queste parole alludere alla tradizione per cui nei giorni di festa si aggiunge un posto a tavola per chi è lontano, ma potrebbe arrivare inaspettato. Il piatto dell’angelo è sicuramente riservato a un uomo molto bello, che troneggia nella più grande delle fotografie e mi fissa con spavalderia: il nonno Cesare, partito per l’America nel 1926, mai ritornato, ma perennemente atteso. Ché, anche se può sembrare paradossale, in casa nessuno più di un assente richiede maggior devozione.”

Cos’è il piatto dell’angelo? Il piatto dell’angelo è il posto che si lascia a tavola per chi è lontano e si spera che torni. E’ un romanzo sulla migrazione che oggi tocca più i  paesi dell’est o dell’America Latina in questo caso specifico, ma che in passato ha riguardato l’Italia e i nostri nonni; i nostri come quelli della stessa autrice.

Buona Lettura!

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La casa in collina

Il libro che abbiamo scelto di leggere a settembre è La casa in collina di uno dei pilastri della letteratura italiana del Nocevento, Cesare Pavese.  La casa in collina fu scritto da Cesare Pavese nel 1947. Il periodo storico nel quale è ambientato il romanzo è quello della II Guerra Mondiale. 

la casa in collinaÈ la storia di una solitudine individuale di fronte all’impegno civile e storico; la contraddizione da risolvere tra vita in campagna e vita in città, nel caos della guerra; il superamento dell’egoismo attraverso la scoperta che ogni caduto somiglia a chi resta e gliene chiede ragione. “Ora che ho visto cos’è la guerra civile, so che tutti, se un giorno finisse, dovrebbero chiedersi: “E dei caduti che facciamo? Perché sono morti?” Io non saprei cosa rispondere. Non adesso almeno. Né mi pare che gli altri lo sappiano. Forse lo sanno unicamente i morti, e soltanto per loro la guerra è finita davvero”. La grande intuizione delle ultime pagine de “La casa in collina” sarà ripresa e portata alle estreme conseguenze artistiche e morali nell’altro grande libro di Cesare Pavese, “La luna e i falò”.

Trama tratta da ibs.it

Alla Memo e alla Federiciana potete trovarne diverse copie.
Ci vediamo alle 19.00 mercoledì 9 settembre. Non mancate! 

 

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